La storia di Cardito

Il toponimo deriva dal latino CARDUETUM (cardi o carciofaia).

 Il rinvenimento di numerose tombe risalenti ai secoli IV e III a.C. attesta una continuità di frequentazione del territorio comunale che arriva fino al basso Medioevo, quando, nel XIII secolo, fu fondato il borgo sui resti del preesistente villaggio di San Giovanni a Nullito.

Menzionati per la prima volta in una bolla papale di Innocenzo III del 1202, l’abitato e il suo contado furono a lungo contesi tra Angioini e Aragonesi. La virulenta pestilenza scoppiata nel 1656 decimò la popolazione locale, tanto da lasciarli quasi disabitati;

Nel 1533 Cardito ed il castello di Monteforte divengono, per sovrana concessione dell’imperatore Carlo V, feudi del Principe Sigismondo Loffredo, che insediatosi a Cardito, fece costruire la parrocchia di San Biagio proprio di fronte al castello. La famiglia Loffredo dispose anche la fondazione di due Orfanotrofi, uno a Cardito nell’attuale via Roma e l’altro a Monteforte Irpino.

 Il territorio fu primo annesso ad Atella, poi coi Normanni ad Aversa, successivamente seguì le sorti del Risorgimento fino all’annessione al regno d’Italia. Tutta la storia di Cardito è racchiusa in un libro scritto dal compianto Don Gaetano Capasso religioso, scrittore e letterato.