Il Presepe Artistico del Santuario di San Biagio

Scritto da Don Nicola Mazzella, parroco

Circa sessant’anni fa e precisamente il 1°ottobre 1940 fu inaugurato nella Parrocchia di S. Biagio V.M da S.E. Mons. Antonio Teutonico, allora vescovo di Aversa, un presepe voluto dal parroco don Giuseppe Fusco.
Ma il tempo e soprattutto atti barbarici avevano depauperato l’opera e di quel presepe, ben poca cosa era rimasta. Mi sembrava doveroso, raccogliendo i ricordi dei più anziani, riproporre la costruzione di un nuovo
presepe. Doveva però essere nuovo, in continuità con il passato, bello e soprattutto artistico.

Un’impresa ardua!!!

 

Grazie al sostegno morale e all’impegno materiale di un bel gruppo di persone è stato possibile realizzare quanto è sotto i nostri occhi. Sento il dovere di ringraziare: innanzitutto i maestri Domenico Di Palo e Gennaro D’Ambrosia per la loro generosità, il loro impegno, il tempo “rubato” al riposo e alla famiglia (per la qual cosa chiedo perdono!); gli amici con il loro incoraggiamento, ma soprattutto il loro “muoversi” per trovare fondi e contributi; l’Amministrazione comunale per il contributo; i “criticoni” che con il loro innato pessimismo ci hanno spronato; gli “ingenerosi” ai quali piace parlare e parlare e parlare solamente.

Un presepe non è solo ricordare un Evento, è soprattutto fare di questo Evento e del Suo Protagonista il senso della propria vita. E quando ci si trova di fronte ad un ‘opera bella e di valore come la nostra, credo che non si possa fare a meno di rinnovare, nella fede, il nostro SI a Colui che con noi ha voluto condividere tutto.

A quanti leggeranno questo opuscolo e a quanti giungeranno qui per visitare ed ammirare quest’opera d’arte, chiediamo di fermarsi un attimo e di ricordare nella preghiera quanti hanno creduto in questo progetto e hanno rimboccato le loro maniche di giorno e di notte.
Grazie.

Orari visite

Dal lunedì al sabato: dalle ore 17,00 alle ore 19,30
Giorni festivi: dalle ore 8,30 alle ore 12,45 e dalle ore 17,30 alle 19,30.

Calendario

Descrizione del Presepe del Santuario di San Biagio

Il presepe S. Biagio, voluto fortemente dal parroco don Nicola Mazzella, di ispirazione settecentesca, costruito tra il 2006 e il 2008 dal maestro Domenico Di Palo e dal prof. Gennaro D’Ambrosio, in sostituzione del vecchio, fatiscente ed irrecuperabile, è stato inaugurato il 7 dicembre 2008 da sua Eccellenza il Vescovo di Aversa Mons. Mario Milano.

Si estende su una superficie di circa 20 mq ed è costituito dalle canoniche cinque scene principali con altre sottoscene. Accoglie una novantina di pastori (di cui quattordici del vecchio impianto recuperati per caso e restaurati) con molte minuterie e finimenti. Il visitatore è introdotto direttamente alla visione dell’opera immersa in un cielo d’alba (dipinto dal maestro Biagio Cerbone) che l’avvolge dando la sensazione dello spazio infinito.

Punto centrale dell’impianto intorno al quale si svolgono le restanti quattro scene, è la Natività, che è allocata in un tempio romano diruto dietro al quale risplende una luce simbolicamente indicante la nascita di una nuova era, l’era cristiana. La costruzione non è posizionata a caso; elevata rispetto alle altre scene, è volta verso il Tabernacolo dell’altare maggiore della chiesa per il suo valore sacrale e spirituale.

Le quattro scene rimanenti sono rivolte secondo la loro accezione simbolica in maniera leggermente convergente (Fontana e Annuncio) o divergente (Mercato e Taverna) rispetto alla Natività e non sono mai parallele tra di loro.

A sinistra di quest’ultima è collocata la taverna, una rustica costruzione che riproduce un settecentesco casale della zona a nord di Napoli. La taverna nell’allegorico linguaggio presepiale rappresenta il vizio, il peccato, e ricorda con l’oste dallo sguardo truce il rifiuto ad alloggiare la Sacra Coppia a Betlemme.

Tra i corpi della taverna e della Natività si sviluppa la scena della fontana, segno di purificazione e tappa obbligata nel percorso per ascendere al tempio e rendere omaggio al Redentore. Alle spalle della fontana sullo sfondo di un paesaggio marino si intravede dipinto il Vesuvio in omaggio alla città campana capitale del presepe.

Non può non destare curiosità la fontana che per la prima volta in una scenografia presepiale è stata realizzata in stile barocco. Sulla destra del tempio, a controbilanciare la perversione della taverna a sinistra, è posta la scena dell’Annuncio che incarna la semplicità, l’ingenuità e l’umiltà dei pastori i quali per primi sono informati del lieto Evento.

Ultima, ma non per importanza, fra l’Annuncio e la Natività, contrassegnata da un arco romano diruto, si colloca la scena del Mercato, in cui si incontrano tutti i popoli ai quali è rivelata la Luce della Verità cristiana.

L’opera è ultimata ma non completa.

Per popolarla degnamente mancano ancora pastori, minuterie, ornamenti. Questo compito nel tempo è affidato alla generosità delle offerte dei fedeli e dei visitatori che vorranno col loro contributo rendersi partecipi di un lavoro realizzato per tutti con amore.

scritto da Gennaro D'Ambrosio